mercoledì 7 luglio 2010

Assemblea del 4 luglio 2010: Incontro Nazionale Scuole


COMUNICATO STAMPA


Assemblea del 4 luglio 2010: Incontro Nazionale Scuole


Domenica 4 luglio 2010 a Parma le diverse componenti della scuola italiana, provenienti dai territori di Torino, Novara, Milano, Bologna, Modena, Ferrara, Piacenza, Vicenza, Padova, Roma, Napoli si sono riunite e costituite in un nuovo organismo chiamato “Incontro Nazionale Scuole” per confrontarsi sulle iniziative di protesta e di sensibilizzazione finora realizzate contro la Riforma Gelmini e per delineare delle possibili strategie da mettere in atto a partire dalle prossime settimane.

Dalla riunione – particolarmente sentita e affollata – è emersa una volontà comune di coordinare a livello nazionale le competenze e le forze presenti nelle diverse realtà locali.

Si tratta di un importante e significativo evento nel panorama della protesta contro la Riforma Gelmini, poiché per la prima volta si costituisce una realtà di docenti e di genitori provenienti dalla quasi totalità del territorio nazionale.

Si invitano gli organi di stampa a dare la massima diffusione.

sabato 3 luglio 2010

APPELLO ALLE O.O.S.S. della provincia di Vicenza

A seguito della sospensiva del TAR del Lazio n. 1023 del 25 giugno, l’Assemblea difesa Scuola Pubblica di Vicenza ha inviato alle Organizzazioni Sindacali provinciali della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals un sollecito affinché diffidino gli Uffici Scolastici Provinciale e Regionale a dare seguito alle procedure relative alla determinazione dell’organico, ai trasferimenti e all’individuazione degli eventuali perdenti posto nella scuola secondaria di 2° grado.

Nella nostra provincia, a quanto ci risulta, hanno inviato questa diffida solo i sindacati CUB scuola e GILDA degli insegnanti mentre in altre realtà si sono attivati sindacati come la Cgil regionale in Emilia Romagna e i Cobas scuola a Padova.


Alla c.a. della Flc Cgil di Vicenza

Alla c.a. della Cisl Scuola Vicenza

Alla c.a. dello Snals Vicenza

Alla c.a. della Uil Scuola Vicenza


APPELLO ALLE O.O.S.S. della provincia di Vicenza

L’Assemblea Difesa Scuola Pubblica, coordinamento di genitori, studenti e insegnanti di Vicenza, preso atto dell’Ordinanza della sezione Terza Bis del TAR del Lazio 01023/2010, in merito al ricorso presentato da più di 700 docenti e genitori, che chiedeva la sospensiva dell’efficacia dei provvedimenti ministeriali di tagli dei posti, riduzioni degli organici e relative operazioni per l’a.s. 2010/2011;

preso atto che tale ordinanza, datata 24 giugno, stabilisce di sospendere fino al 19 luglio gli effetti della CM n. 17/10 sulle iscrizioni alle scuole superiori e della CM n. 37/10 sulla determinazione degli organici del personale docente, in attesa che il MIUR, assente durante la seduta, produca entro 15 giorni dalla notifica dell'ordinanza le controdeduzioni che riterrà opportune,

richiede alle Organizzazioni sindacali in indirizzo di farsi parte attiva affinché tutte le operazioni relative agli organici ed alla mobilità del personale siano sospese, con effetto immediato, fino al 19 luglio, in attesa della sentenza di merito dello stesso TAR del Lazio, in quanto tutti i provvedimenti sin qui adottati possono essere considerati nulli.

chiediamo pertanto alle O.O.S.S. in indirizzo di mettere anch’esse in atto iniziative di diffida nei confronti dell'USR del Veneto e dell'USP di Vicenza al fine di evitare che si proceda nell'operazione dei tagli indiscriminati ignorando l'ordinanza del TAR del Lazio e le ragioni dei ricorrenti volte a difendere la qualità della scuola pubblica e la dignità degli insegnanti.

RingraziandoVi per l'attenzione che vorrete dedicare al nostro appello, porgiamo distinti saluti

Vicenza, 3 Luglio 2010

Assemblea Difesa Scuola Pubblica

giovedì 1 luglio 2010

Incontro Nazionale Scuole – Domenica 4 Luglio – Parma

dal blog del Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica di Padova e provincia

Incontro Nazionale Scuole 

 Domenica 4 Luglio – Parma



INCONTRO NAZIONALE SCUOLE

Domenica 4 Luglio 2010

dalle ore 10.00 alle ore 18.00 presso

Centro Sportivo Fraore

Strada del Macchione – Parma

 

Riteniamo indispensabile che ci si incontri prima di andare in ferie.
Alla fine di agosto dovremo essere pronti per ricominciare subito con le idee chiare sui tempi ed i modi della ripresa.

E solo se ci troviamo per ragionarci adesso, sarà possibile non arrivare a settembre e spendere un mese per rimetterci in forze, e poi ritrovarci a subire il balletto delle date dell’uno e dell’altro, di nuovo, ancora, lo stesso vecchio copione di sempre.
Ma stavolta non abbiamo più tempo.
L’assemblea intende essere un necessario momento di confronto.
Noi non saremo il luogo dove si prendono le decisioni, ma quello in cui si elaborano le proposte, che poi i movimenti valuteranno e che auspichiamo possano diventare un fronte comune sul quale ritrovarci a inizio settembre.
Qui non si tratta di partecipare essendo stati o meno legittimati o delegati da qualcun altro.
Si tratta di avere voglia o meno di condividere un nuovo percorso.
Abbiamo voglia di vederci, da quante più possibili realtà, per capire quante potrebbero essere le forze in campo, quali iniziative sono state prese, stilare un elenco delle urgenze e proporre una serie di iniziative per la fine di agosto-inizi di settembre, da condividere in rete con chi non è potuto venire?
Diversi coordinamenti che si sono costituiti di recente o che hanno ripreso le loro attività di fronte alle gravissime criticità delle scuole, sono interessati a questo momento di confronto “nazionale”.
Moltissimi di essi sono animati da genitori lucidi e motivati, che hanno svolto nei mesi scorsi un lavoro prezioso di azione coordinata presso le istituzioni locali e regionali, oltre che presso il MIUR, al fine di ottenere i fondi necessari per il funzionamento delle scuole, garantire le supplenze, salvaguardare la sicurezza e la qualità del percorso educativo e didattico degli alunni, esigere le risorse necessarie per il tempo scuola richiesto dalle famiglie, garantire il diritto allo studio e le pari opportunità nell’accesso al sapere, la laicità della scuola, il sostegno ai disabili….
Poi ci sono i docenti, che stanno difendendo i loro diritti costituzionali e la loro dignità professionale e vengono censurati da zelanti e super pagati funzionari ministeriali.
Sono le battaglie che come insegnanti, come studenti e come genitori abbiamo portato avanti negli anni passati.

Sono quelle per la Scuola della Costituzione.
Sono quelle che ci hanno portato a scrivere la Legge di iniziativa popolare “Per una Buona Scuola per la Repubblica”.

Quel testo è ancora lì, ed è da quello che crediamo si debba ripartire.
Se è vero che le regioni di centrosinistra hanno intenzione di fare una cordata per una legge regionale che si ponga in alternativa al modello Formigoni-Gelmini-Goisis, allora riprendiamo in mano la LIP.

Al momento risultano adesioni da: Torino, Padova, Vicenza, Genova, Roma, Modena, Carpi, Ravenna, Piacenza, Parma, Milano, Versilia, Lucca, Firenze e dall’Assemblea Nazionale dei precari che si è trovata la scorsa domenica a Bologna.

VI ASPETTIAMO!!!

 

Se venite in treno fatecelo sapere: organizzeremo un servizio navetta dalla stazione

per contatti: :   roberta_roberti@libero.it

Protesta e informazione: gazebo a Vicenza e provincia

Nell'accogliente clima di Festambiente al parco del Retrone di Vicenza, dal 23 al 27 giugno, abbiamo trascorso cinque giorni di costruttivo confronto.


Per continuare a denunciare la drammatica situazione della scuola.


Altri gazebo nella provincia di Vicenza:
a Cogollo maestre e genitori terranno nel piazzale davanti alla scuola primaria un gazebo informativo e di protesta tutti i sabati mattina da quello scorso fino al 28 agosto.
a Caltrano un analogo gazebo è aperto tutti i pomeriggi di questa settimana nel piazzale del Prix.

lunedì 28 giugno 2010

da retescuole

Milano, 28/06/2010

Con la CM n. 37/10 è stato trasmesso lo schema di decreto interministeriale MIUR - MEF sugli organici a.s. 2010/2011, ma il decreto dov'è?
di Mario Piemontese

Sabato 26 giugno il MIUR si è affrettato a pubblicare il seguente comunicato a proposito dell'ordinanza del TAR del Lazio del 25 giugno.

Ufficio Stampa

Roma, 26 giugno 2010

Miur, ordinanza Tar semplice richiesta d’informazioni

L’ordinanza del Tar del Lazio sui provvedimenti ministeriali in materia di organici è solo temporanea. Il Miur fornirà al più presto ogni opportuno chiarimento e depositerà la documentazione necessaria al fine di dimostrare che il ricorso, enfatizzato da parte di alcuni sindacati e associazioni, è destituito di qualsiasi fondamento.

In sostanza il MIUR sostiene di essere in grado di dimostrare che il ricorso al TAR a proposito della CM n.17/10 e della CM n.37/10 è privo di fondamento.

Premessa

Comma 1 e comma 2 dell'art. 22 della legge n. 448 del 28 dicembre 2001 (Finanziaria 2002)

1. Nel quadro della piena valorizzazione dell'autonomia e di una migliore qualificazione dei servizi scolastici, le dotazioni organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche autonome sono costituite sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola, nonché nel rispetto di criteri e di priorità che tengano conto della specificità dei diversi contesti territoriali, delle condizioni di funzionamento delle singole istituzioni e della necessità di garantire interventi a sostegno degli alunni in particolari situazioni, con particolare attenzione alle aree delle zone montane e delle isole minori.

2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca definisce con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari permanenti, i parametri per l'attuazione di quanto previsto nel comma 1 e provvede alla determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed alla sua ripartizione su base regionale.

Formulo allora 3 domande molto chiare che chi vuole può porre a qualsiasi funzionario del MIUR o di uno dei suoi Uffici periferici.

1. Con la CM n. 37/10 è stato trasmesso lo schema di decreto interministeriale MIUR - MEF sugli organici a.s. 2010/2011, ma il decreto dov'è?

2. Con la CM n.38/09 è stato trasmesso lo schema di decreto interministeriale MIUR - MEF sugli organici a.s. 2009/2010, ma il decreto dov'é?

3. Il MIUR con le sue circolari chiede agli Uffici periferici di applicare leggi o di eseguire ordini?

Il TAR del Lazio sta ancora aspettando dal MIUR il decreto interministeriale relativo agli organici a.s. 2009/2010. La prossima udienza in merito è fissata per il 14 ottobre.
Tale decreto non esiste, ma non esiste neppure quello relativo all'a.s. 2010/2011, altrimenti il TAR avrebbe potuto tranquillamente accertarne l'esistenza e decidere di conseguenza sulla parte di ricorso relativa alla CM n.37/10.

Come farà il MIUR a " dimostrare che il ricorso, enfatizzato da parte di alcuni sindacati e associazioni, è destituito di qualsiasi fondamento"?

Milano, 28 giugno 2010

Mario Piemontese

domenica 27 giugno 2010

PROVVEDIMENTI ILLEGITTIMI: CIRCOLARI SOSPESE

Comunicato stampa dei ricorrenti. I provvedimenti Gelmini non solo affossano la scuola pubblica ma sono pure illegittimi. 26/06/10

IL TAR DEL LAZIO SOSPENDE L'EFFICACIA DELLE CIRCOLARI DELLA GELMINI SULLE ISCRIZIONI NELLE SCUOLE SECONDARIE, SUGLI ORGANICI DI OGNI ORDINE E GRADO E SULLA MOBILITA’.

I provvedimenti del Governo sulla scuola non solo distruggono la scuola pubblica con un taglio di 8 miliardi di euro, di 87.000 posti di insegnamento e di 45.000 posti di personale non insegnante, ma sono illegittimi.
Il TAR del LAZIO, con ordinanza n. 1023 del 25-6-10, ha accolto la richiesta dei legali dei ricorrenti, Maria Virgilio e Corrado Mauceri e ha disposto la sospensione dei provvedimenti impugnati ed ha ordinato al Ministro di depositare nel termine di quindici giorni una " documentata relazione che riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso".
Il TAR ha rinviato al 19 luglio la prossima udienza per decidere se confermare o meno la sospensione dei provvedimenti impugnati.
La sospensione comporta che fino a quella data tutte le operazioni sull’organico e i relativi trasferimenti del personale perdente posto e quelle sulle iscrizioni sono congelate. La serie di illegittimità compiute dal Ministro, che – usando circolari come fossero leggi - ha forzato tempi e procedure della riforma al solo scopo di incassare i tagli di spesa , ha messo nel caos le scuole e mette a rischio l’inizio regolare del prossimo anno scolastico.
L’arroganza del Ministro è giunta fino al punto da non partecipare all’udienza davanti al TAR del 24 giugno, neppure presentando memoria scritta.

Il ricorso è stato presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, unitamente al Comitato Nazionale per la scuola della Repubblica, al Comitato Bolognese Scuola e Costituzione e al Crides di Roma, ed è stato organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Firenze, Pisa, Padova, Vicenza, Parma, Modena, Ferrara, Milano nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale.
Il danno derivante dalla operazione governativa è gravissimo. I genitori hanno dovuto procedere all’iscrizione dei figli alle prime classi dei nuovi indirizzi per l’a.s. 2010/11:
     a) senza conoscere i programmi di studio
     b) sulla base del piano dell’offerta formativa dello scorso anno che gli Istituti non sono stati in grado di aggiornare, in mancanza dei programmi e dei regolamenti definitivi;
     c) gli iscritti alle prime classi dei professionali non hanno alcuna garanzia che gli istituti statali siano in grado di offrire la qualifica professionale triennale finora prevista, visto che la competenza al riguardo è soggetta alle decisioni delle singole Regioni.

I genitori e gli studenti già iscritti agli istituti tecnici e professionali e che frequenteranno le prossime classi seconde terze e quarte si troveranno a loro insaputa dal prossimo settembre l’orario ridotto da 2 a 4 ore. Essi sono stati iscritti d’ufficio alla classe successiva senza essere informati del cambiamento e senza conoscere le materie soggette alla riduzione d’orario.

I Collegi dei docenti sono stati impossibilitati a definire un nuovo piano dell’offerta formativa:
    a) i nuovi indirizzi di studio sono stati imposti tramite pubblicazione sul sito del Ministero nel mese di marzo. In tal modo è stato impedito agli Istituti di avanzare le loro motivate proposte di modifica delle confluenze fra gli indirizzi del vecchio e del nuovo ordinamento, come pure previsto dall’art.13 c.5 del regolamento di revisione dei Licei;
    b) i Collegi non sono stati in grado di definire il loro nuovo piano dell’offerta formativa da presentare ai genitori all’atto dell’iscrizione;
    c) è stato imposto ai Collegi l’adozione dei libri di testo entro il 31 maggio per le nuove classi prime senza che fossero definiti i nuovi programmi (Indicazioni per i Licei, Linee guida per i Tecnici e Professionali), che sono stati modificati più volte e sono ancora in via di pubblicazione definitiva. Molti collegi hanno rifiutato di deliberare al riguardo, altri hanno adottato testi improvvisati e definiti in base alle prime bozze dei programmi, che sono state poi profondamente modificate anche in seguito al parere del CNPI e delle Associazioni professionali.

E’ incerto a quali insegnanti verrà affidato l’insegnamento delle discipline introdotte dai nuovi ordinamenti e non previste dai precedenti.
Sono in enorme ritardo le operazioni di definizione dell’organico e quindi quelle di mobilità; in questo momento sono in fase di definizione quelle della sola scuola primaria.

I docenti si troveranno trasferiti d’ufficio sulla base di un organico basato per il prossimo anno su classi di concorso “atipiche” ovvero di classi prodotte da una commistione fra le vecchie classi e quelle previste dal regolamento di revisione, previsto dal comma 3 dell’art. 64 della Legge 133/08, che risulta approvato dal CDM il 12/06/09, ma è rimasto congelato nel suo iter.
In tal modo alcune graduatorie verranno penalizzate dall’unificazione con altre.

Le associazioni ricorrenti a nome di tutti i 755.
Bologna 26/06/10

I testi dell’ordinanza, dei motivi aggiunti, del ricorso e la memoria depositata sono disponibili all’indirizzo

www.scuolaecostituzione.it

sabato 26 giugno 2010

Conferenza stampa del 21 giugno

Segnaliamo gli articoli di martedì 22 giugno seguiti alla conferenza stampa dell'Assemblea difesa Scuola Pubblica con i rappresentanti dei coordinamenti dei Comitati veneti.

Corriere Del Veneto
Il debito è dello Stato. I comitati per l’istruzione pubblica sul piede di guerra

Il Giornale di Vicenza
Assemblea difesa Scuola Pubblica

Il Gazzettino, Vicenza
MANOVRA FINANZIARIA /1 Insegnanti e genitori in assemblea ieri pomeriggio davanti all’ex provveditorato
«Se la situazione non cambia, a settembre prevediamo un mese di mobilitazione: o è la paralisi»

LE ILLEGITTIMITA' GIURIDICHE DEI REGOLAMENTI E DELLE CM GELMINI

dal sito del Comitato bolognese Scuola e Costituzione

Memoria presentata dai ricorrenti all'udienza del 24 giugno nel ricorso contro la CM 37 e altre con una puntuale ricostruzione cronologica di tutti gli atti illegittimi conseguenti all'art. 64 della Legge 133/08.

Motivazioni del ricorso contro la CM 17. Elenco dei coordinamenti e delle associazioni aderenti.

giovedì 24 giugno 2010

Approvazioni documento comune scuole superiori

Dai riscontri ricevuti fino ad oggi, 24 giugno 2010, il documento proposto dall'Assemblea difesa Scuola Pubblica è stato approvato dai Collegi docenti delle scuole :

- Istituto Professionale "A. Da Schio" di Vicenza
  all'unanimità il 14 maggio

- Istituto Tecnico "A. Rossi" di Vicenza
  a maggioranza (100 favorevoli, 3 contrari, 6 astenuti) il 17 maggio

- Istituto Professionale "B. Montagna" di Vicenza
  a maggioranza (111 favorevoli, 5 contrari, 1 astenuto) il 18 maggio

- Liceo Scientifico “ E. Mattei” di Castrovillari (CS)
  all’unanimità il 18 maggio 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “Martini” di Schio (VI)
  all'unanimità il 17 maggio 2010

- Istituto Tecnico “S. Boscardin” di Vicenza
  a maggioranza (131 favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti) il 21 maggio 

- Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” di Roma
all’unanimità il 24 maggio 

- Istituto Statale Magistrale “D.G. Fogazzaro” di Vicenza
all'unanimità il 25 maggio 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “ G. Brotzu” di Quartu Sant’Elena (CA)
a maggioranza (2 voti contrari) il 20 maggio 

- Liceo Scientifico Statale "G.Bruno" di Mestre - Venezia
a maggioranza (1 astenuto e 1  contrario) il 29 maggio 

- Istituto Professionale "G.B. Garbin" di Schio (VI)
  a maggioranza (104 favorevoli e 4 contrari) il 14 giugno

- Istituto di Istruzione Superiore “ G.G. Trissino” di Valdagno (VI)
a maggioranza (81 favorevoli, 1 astenuto) il 19 giugno

Hanno approvato il documento comune in modo completo o riprendendone i contenuti essenziali e integrandolo con ulteriori argomentazioni, anche le scuole:

- Liceo Scientifico “ G.C. Vanini” di Casarano (LE)
all’unanimità l’8 giugno 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “ Leonardo da Vinci” di Cologno Monzese(MI)
a maggioranza (3 astenuti e 1 contrario) il 17 giugno 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “ Italo Calvino” di Rozzano (MI)
approvato il 18 giugno 2010
 
- Istituto Tecnico “V.E. Marzotto” di Valdagno (VI)
  a maggioranza (60 favorevoli, 5 astenuti) il 22 giugno 

Adesione appello e sciopero del 25 giugno

L'Assemblea difesa Scuola Pubblica condivide i contenuti dell'appello per la scuola promosso dall'Associazione "NonUnodiMeno", compreso l'invito a sostenere lo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 25 giugno.

L’Associazione "NonUnodiMeno" si è fatta promotrice, insieme ad altre Reti, di questo Appello per la difesa e la riqualificazione della SCUOLA PUBBLICA. Crediamo che la situazione sia particolarmente grave e tale da esigere una mobilitazione delle coscienze di ognuno e delle varie espressioni delle realtà associative e di movimento, con l’impegno a partecipare a tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base di questo Appello, compreso lo SCIOPERO GENERALE del 25 giugno. Vi chiediamo perciò di aderire a questo Appello in forma collettiva o individuale per dare un forte segnale di controtendenza.

PER L’ASSOCIAZIONE "NONUNODIMENO" - IL PRESIDENTE - GIANSANDRO BARZAGHI

 ******************* Appello per la scuola pubblica.

Sulla scuola si gioca un’idea di società e di futuro. Lo sanno bene i molti insegnanti che, nonostante tutto, ogni giorno danno vita alle tante buone pratiche, che oggi vengono profondamente umiliate dai tagli micidiali e dalla manovra finanziaria. Una manovra che va a colpire pesantemente i lavoratori del comparto pubblico e la loro professionalità, così come la qualità dello stato sociale che abbiamo fino a oggi conosciuto in Europa e in Italia. Una politica capace di guardare lontano, una politica di progetto e di tensione ideale, dovrebbe essere in grado di comprendere che la scuola, la formazione lungo tutto l’arco della vita, la conoscenza sono delle priorità strategiche per il nostro Paese, soprattutto in una fase di grave crisi economica e sociale. Invece la riproposizione delle fallimentari strategie neo-liberiste vorrebbe ridurre anche la formazione e gli stessi diritti civili e sociali a una merce che sottostà alle regole del mercato e della concorrenza tra pubblico e privato. Contro questa riduzione di tutto a merce, noi opponiamo una concezione alta, secondo la quale la cultura e il sapere sono dei beni comuni e perciò non mercificabili e non alienabili, come l’acqua, l’aria, la salute, la terra, la biodiversità e la vita stessa. In questo senso la cultura e il sapere sono un diritto universale e non un privilegio di pochi. La cultura e la conoscenza possono essere uno strumento di riscatto sociale, che permette di capire la nostra storia e di dialogare con quella degli altri, di capire il passato e di costruire il futuro per sé e con gli altri. Pertanto rifiutiamo concezioni e pratiche discriminatorie nei confronti di studenti che provengono da altri Paesi, in quanto la scuola è il luogo per eccellenza di incontro tra storie e culture diverse e come tale non può che essere il luogo dell’accoglienza e dell’integrazione reciproche. Per queste ragioni continuiamo a sostenere che la scuola della Costituzione è una frontiera strategica per la democrazia, un presidio di partecipazione, di collegialità e di sapere critico. È un laboratorio di democrazia e di formazione della cittadinanza attiva e consapevole. Così la vollero i nostri padri costituenti. Così noi oggi dobbiamo vivificarla, secondo una nuova concezione della stessa cittadinanza che si basi sullo ius soli e non sullo ius sanguinis. Ed è per questi motivi che la scuola pubblica va sostenuta, qualificata e non smantellata. Di fronte a questa vera e propria deriva culturale e sociale che degrada la qualità della scuola pubblica italiana, a partire dai suoi livelli di eccellenza - come il tempo pieno della scuola primaria, occorre domandarsi se il disegno strategico dell’attuale Governo sia solo quello delle ragioni economiche e finanziarie, oppure se ci sia un progetto reazionario ben più pericoloso, che va indagato:

1) La scuola torna a essere il luogo della separazione sociale, violando i principi e i valori della nostra Costituzione, svilendo la professionalità dei docenti e licenziando migliaia di precari con 16 anni di lavoro in media alle spalle, il più grande licenziamento di massa che la storia del nostro Paese ricordi.

2) Si parte dalla scuola per ridefinire le gerarchie sociali, stabilendo: a) un percorso formativo per le future classi dirigenti (liceizzazione); b) un altro per le figure tecnico-specialistiche (istituti tecnici); c) un terzo che conduce direttamente al lavoro – addirittura con lo scandalo dell’assolvimento a 15 anni dell’obbligo scolastico nell’apprendistato. Pertanto questa Controriforma non ha nulla di epocale, se non i tagli devastanti. Ripropone, cioè, il modello rigido di tipo gentiliano, cosiddetto “a canne d’organo”, con la classica tripartizione tanto cara a certa imprenditoria, che impedisce ogni elasticità nel passaggio da un canale all’altro, stroncando definitivamente il “Biennio Unitario” e riproponendo la divisione tra il sapere e il saper fare.

3) Secondo i Ministri Tremonti e Gelmini, la scuola deve tornare a essere autoritaria e repressiva, con il solo effetto di aumentare la dispersione e l’abbandono scolastico e cioè penalizzando quegli studenti che hanno un ben preciso retroterra culturale e sociale. “Ma se si perde loro – la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati” (Don Milani). Infine non possiamo non sottolineare, con il massimo della preoccupazione, la pericolosità di un disegno lucido che vorrebbe smantellare “quell’organo costituzionale” di cui ci parlava Calamandrei, ovvero la scuola pubblica, statale. Si vorrebbe, cioè, trasferire a livello nazionale il “Modello Lombardo” dei “Bonus” alle famiglie che mandano i figli alle scuole private (famiglie benestanti fino a 200.000 €), mettendo sullo stesso piano settore pubblico e settore privato, in regime di concorrenza tra loro, come è avvenuto per la sanità lombarda. Insomma “mandando in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private” (Calamandrei). Pertanto, le Associazioni aderenti al presente APPELLO, pienamente consapevoli del disegno che questo Governo sta portando avanti nella direzione dello smantellamento della scuola pubblica statale, si propongono di dare vita alla più ampia opposizione sociale e culturale unitariamente a tutti quei movimenti, organizzazioni sindacali e forze politiche che vorranno sostenere questa battaglia per il futuro del nostro Paese e della nostra democrazia.

Questo APPELLO lo rivolgiamo anche a tutti i lavoratori della scuola, a tutti gli studenti e ai genitori affinché alta si alzi la voce di chi la scuola contribuisce a farla e a costruirla ogni giorno. Le ragioni per una scuola pubblica di qualità e per uno stato sociale degno di questo nome, le ragioni della buona scuola e di tante buone pratiche, sono di gran lunga superiori alla miseria di chi vorrebbe ridurre questo Paese all’ ignoranza. Noi non ci stiamo. E per questo sosterremo tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base del presente APPELLO, compreso lo sciopero generale del 25 giugno.