lunedì 21 giugno 2010

gazebo a festambiente

Di ritorno da una brillante conferenza stampa comunichiamo che da mercoledì  23 a domenica 27 giugno saremo presenti a festambiente con un gazebo e materiale informativo sulla situazione della scuola e sulle nostre iniziative.
Vi aspettiamo

Assemblea difesa Scuola Pubblica Vicenza

domenica 20 giugno 2010

Lunedì 21 giugno conferenza stampa

Conferenza-stampa

Lunedì 21 giugno
ore 15.30 davanti all'USP (Ex Provveditorato)
di Borgo Scroffa a Vicenza

Gli argomenti di cui tratteremo riguardano in particolare lo stato della situazione della scuola primaria e secondaria a seguito dei cambiamenti dovuti ai tagli ed ai recenti disegni di riordino presentati dal Ministro della Pubblica Istruzione, le prese di posizione di alcuni collegi docenti e consigli di istituto, alcune iniziative di sensibilizzazione e protesta che sono state attuate e che si svolgeranno nei prossimi giorni.
Interverranno anche alcuni esponenti e rappresentanti di comitati di altre province del Veneto in modo tale da fornire un quadro più completo e dettagliato della situazione scolastica del nostro territorio.

Assemblea difesa Scuola Pubblica Vcenza

sabato 19 giugno 2010

Approvazioni Documento comune Secondarie 2° grado

Dai riscontri ricevuti fino ad oggi, 19 giugno 2010, il documento proposto dall'Assemblea difesa Scuola Pubblica è stato approvato dai Collegi docenti delle scuole :

- Istituto Professionale "A. Da Schio" di Vicenza
  all'unanimità il 14 maggio

- Istituto Tecnico "A. Rossi" di Vicenza
  a maggioranza (100 favorevoli, 3 contrari, 6 astenuti) il 17 maggio

- Istituto Professionale "B. Montagna" di Vicenza
  a maggioranza (111 favorevoli, 5 contrari, 1 astenuto) il 18 maggio

- Liceo Scientifico “ E. Mattei” di Castrovillari (CS)
  all’unanimità il 18 maggio 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “Martini” di Schio (VI)
  all'unanimità il 17 maggio 2010

- Istituto Tecnico “S. Boscardin” di Vicenza
  a maggioranza (131 favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti) il 21 maggio 

- Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” di Roma
all’unanimità il 24 maggio 

- Istituto Statale Magistrale “D.G. Fogazzaro” di Vicenza
all'unanimità il 25 maggio 2010

- Istituto di Istruzione Superiore “ G. Brotzu” di Quartu Sant’Elena (CA)
a maggioranza (2 voti contrari) il 20 maggio 

- Liceo Scientifico Statale "G.Bruno" di Mestre - Venezia
a maggioranza (1 astenuto e 1  contrario) il 29 maggio 

- Istituto Professionale "G.B. Garbin" di Schio (VI)
  a maggioranza (104 favorevoli e 4 contrari) il 14 giugno

- Istituto di Istruzione Superiore “ G.G. Trissino” di Valdagno (VI)
a maggioranza (81 favorevoli, 1 astenuto) il 19 giugno

venerdì 18 giugno 2010

Occupazione USP Vicenza del 14 giugno

da VicenzaPiù del 14 giugno


ArticleImage L'occupazione simbolica (foto VicenzaPiù) del Provveditorato agli Studi di Vicenza (ora Ufficio scolastico Territoriale) da parte di un centinaio di iscritti della Cgil Flc (Funzione lavoratori della Conoscenza) è terminata alle 15 dopo l'arrivo del Provveditore Franco Venturella, che ha incontrato i docenti ed il personale Ata (Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario, n.d.r.) della Cgil Flc. Il Provveditore ha parlato di tagli al personale ed alle retribuzioni su cui il Provveditorato non può nulla se non cercare di gestirli nella maniera più opportuna per raggiungere quello che è l'obiettivo della scuola pubblica: la qualità del servizio. I docenti ed il personale Ata della scuola hanno sottolineato la necessità di poter discutere nelle scuole, nei collegi docenti, gli effetti di una manovra finanziaria che con i tagli schianta uno dei capisaldi dello stato sociale italiano. È importante che il Provveditore abbia parlato di tagli e non di riforma o necessaria manovra finanziaria.
di Angela Mignano
------------------------------------------------------------------------------------


si entra nonostante i cartelli dissuasori

iscritti e non iscritti in attesa di Venturella...
 
e sugli scaffali dell'USP il pacco...

giovedì 10 giugno 2010

URGENTE INIZIATIVA PRECARI SUPERIORI!!!!!!

INIZIATIVA RIVOLTA AI COLLEGHI PRECARI e non solo

noi precari difesa scuola pubblica sollecitiamo tutti i precari delle scuole superiori ad aderie all'iniziativa proposta, non costa nulla ma può risultare incisiva....... 
DA LEGGERE CON ATTENZIONE  


Cari colleghi precari,
in vista della nomina da parte delle scuole per gli esami di recupero ad Agosto o Settembre, come precari dell'assemblea difesa scuola pubblica di Vicenza abbiamo pensato di mettere in atto una forma palese di protesta contro i tagli, attraverso un documento personale da:
  1. presentare al Preside
  2. farlo protocollare dalla segreteria
  3. richiedere che venga fatto pervenire ai genitori degli alunni con debito
  4. eventualmente leggerlo in collegio docenti o comunque distribuirlo ai colleghi
  5. inviare le adesioni di chi sottoscriverà il documento, (da adattare alle esperienze personali di ciascuno modificando i termini in corsivo), al seguente indirizzo mail mariateresa.fabris@poste.it . L'adesione può essere sottoscritta anche dai precari il cui contratto scade il 31/08.
  6. alla fine verrà prodotto un documento generale che verrà divulgato attraverso stampa.
Si ricorda:
  • l'assoluta legittimità a rifiutare la nomina visto il cessato rapporto contrattuale con la scuola.
  • La minima convenienza economica ad accettare l'incarico (la misura dell’indennità ordinaria di disoccupazione è determinata sulla base della retribuzione media lorda percepita nei tre mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro e viene corrisposta in misura percentuale rispetto a tale retribuzione pari al 60% per i primi 6 mesi).
  • Il periodo di disoccupazione in cui si percepisce l’indennità viene coperto da contribuzione figurativa e l’accredito dei contributi avviene d’ufficio.
  • Se il rapporto di lavoro non va oltre i 5 giorni continuativi l’indennità viene sospesa limitatamente ai giorni di rioccupazione, (sono da considerare, agli effetti dei limite di 5 giornate, come giornate consecutive di lavoro anche quelle inframmezzare da giornate festive, come la domenica); se il rapporto di lavoro va oltre i 5 giorni l’indennità viene interrotta (con conseguente perdita di altri 8 giorni contributivi).
  • Nel caso di un unico contratto in più scuole, l'accettazione della nomina in una scuola obbliga il docente ad accettare la nomina nelle altre scuole (visto che il contratto è unico).
La non accettazione dell'incarico produrrà disagi ai presidi ma le nostre motivazioni chiare di rifiuto potranno stimolare una maggiore consapevolezza sia del contributo dato da noi precari all'attività scolastica, sia della disuguaglianza nei diritti contrattuali tra lavoratori della stessa categoria.

Termine ultimo raccolta adesioni 25 giugno 2010

OGNI OCCASIONE PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE 
NON DEVE ESSERE PERSA

....................

Al Dirigente scolastico dell'
Ai genitori degli studenti delle classi
Al Dirigente del CSA di
Al Ministro dell'Istruzione Gelmini


Il sottoscritto .............., docente di ........., precari(o)
comunica che:

revoca la propria disponibilità a svolgere gli esami di recupero (o a presenziare agli esami) ad Agosto (o Settembre) a causa della mera e semplice non convenienza economica

e per protesta contro:
  • l'incertezza sul numero dei posti disponibili a Settembre, causata dai tagli in nome di una riforma priva di contenuti didattici e pedagogici.
  • il possibile posticipo del periodo in cui avverranno le nomine e quindi la stipula dei contratti, con conseguente perdita dello stipendio per i precari e ore di lezione per gli studenti. Un ritardo nel computo dell'organico dovuto ad una legge attualmente non ancora entrata in vigore e imposta in modo affrettato pur di garantire i tagli economici dettati dalla l. 133/08.
  • il probabile congelamento delle previste immissioni in ruolo che colleghi aspettano da quasi 30 anni.
  • le contraddittorie dichiarazioni del Ministro Gelmini che da un lato sottolinea la necessità di dare incentivi economici agli insegnanti meritevoli e dall'altro definisce una misura equa il blocco triennale degli stipendi -tra i più bassi d'Europa - e degli scatti di anzianità.
La mia esperienza professionale di precari(o) ultra decennale l'ho maturata attraverso una gavetta svolta presso ogni tipologia di istituti superiori della mia provincia, in più scuole, sia serali che diurne contemporaneamente, con quel senso del dovere che ho sempre mantenuto vivo pur di fronte alle tante iniquità.
Ho lavorato grazie ad un'abilitazione che non ho dovuto elemosinare in un'altra Regione e tanto meno non sono mai incorsa in richiami da parte dei Dirigenti Scolastici per manifesta incapacità ed improduttività didattica e organizzativa al contrario dei fatti vissuti dall'attuale Ministro. ([Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000 di Desenzano del Garda dove il Ministro, capogruppo di Forza Italia è stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza per “manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“).

Ora non mi resta che difendere la mia dignità di (lavoratrice e di donna), che ha sempre creduto che un comportamento onesto, sincero e coerente sia lo specchio del valore di una persona e l'elemento per raggiungere quella credibilità che conquista la fiducia dei ragazzi.

Mi scuso con i miei studenti e le loro famiglie, che sicuramente capiranno la mia decisione anche prima di vivere direttamente gli effetti della riforma, a partire dal prossimo anno scolastico.

Mi scuso con questo Istituto che lavora con serietà pur nelle evidenti difficoltà economiche.

Concludo ribadendo che un maggiore coraggio, da parte dei Dirigenti Scolastici, dei lavoratori della scuola e dei genitori, nel difendere la scuola pubblica, potrebbe limitare gli ulteriori tagli previsti dalla manovra finanziaria e il contemporaneo aumento delle risorse destinate alla scuola privata .

Luogo e data                                                                                 firma

domenica 6 giugno 2010

Sciopero degli scrutini in Veneto il 10 e l'11 giugno

da Cobas Comitati di Base della Scuola

lunedì 14 giugno: Occupazione USP Vicenza

da FLC Cgil scuola

Il giorno 14 giugno 2010
a partire dalle ore 12,00 e fino alle ore 16,00

la FLC di Vicenza 
occuperà il Provveditorato di Vicenza

(oggi UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO
DIREZIONE GENERALE Ufficio XIII - Ufficio Scolastico di Vicenza).

Contro la manovra del governo Berlusconi – Bossi, che colpisce pesantemente le lavoratrici ed i lavoratori della scuola, il Comitato Direttivo della FLC-CGIL di Vicenza ha deliberato (come forma di lotta alternativa allo sciopero) l’occupazione simbolica e pacifica del Provveditorato di Vicenza.

Invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori tutti ad aderire.

Qui il comunicato da affiggere all’albo sindacale

Incontro “Per noi la scuola non è finita”

Rifondazione comunista scuola organizza un incontro dal titolo

“Per noi la scuola non è finita”

per mercoledì 9 giugno alle ore 20.30 
nella sede della Federazione della Sinistra
in Via Mario 12 a Vicenza.

Per discutere di percorsi comuni in difesa della qualità della scuola pubblica, contro la politica scolastica del governo che anche con l’ultima manovra economica, taglia e svilisce un settore fondamentale per il futuro del Paese.
Sono invitati i lavoratori, gli studenti, i comitati, i rappresentanti della FLC/Cgil e del sindacalismo di base.

Alla faccia dell'equità

da Tuttoscuola
Alla faccia dell'equità
 
La manovra dei sacrifici? 
Non per la casta degli intoccabili


L'intervento messo in atto dal Governo per proteggere la nostra economia dalle speculazioni sui mercati finanziari chiede sacrifici un po' a tutti. A partire dai ministri, dai parlamentari e dai grand commis di Stato, sui cui stipendi è stato previsto un taglio del 10%.

Un segnale dal forte valore simbolico (l'effetto quantitativo è limitato per il basso numero di soggetti coinvolti) che ha incontrato un consenso, per una volta, bipartisan: la prima a sacrificarsi deve essere la classe dirigente, la "casta", per usare una definizione di moda. "Mal comune, mezzo gaudio", si potrebbe dire.

Ma guardando nei meccanismi di dettaglio della manovra si scopre qualcosa di inaspettato (forse anche a chi ha dato l'ok alle misure): il sacrificio richiesto alla "casta" è in proporzione ben minore di quello chiesto ad altre categorie, come i dipendenti pubblici.

Tuttoscuola ha analizzato cosa accadrà nel comparto della scuola, partendo dal personale dipendente fino ad arrivare ai sottosegretari (per quanto riguarda il ministro, essendo anche parlamentare, bisognerà attendere le deliberazioni annunciate dai presidenti di Camera e Senato al termine dell'iter parlamentare di conversione in legge del decreto sulla manovra economica).

Ecco l'impatto in ordine gerarchico in termini di riduzione percentuale rispetto al salario che si sarebbe avuto nel 2011 senza la manovra, e a seguire le spiegazioni. Una piramide rovesciata (e sproporzionata) che pone un problema di equità di intervento.
 

Per il personale un taglio del 11% in media (con punte del 15%)

Docenti, dirigenti scolastici, personale amministrativo, bidelli vengono colpiti dalla manovra su tre fronti: blocco del contratto collettivo nazionale, congelamento degli scatti di anzianità, indennità di buonuscita. Vediamo gli effetti.
  1. Il blocco del contratto collettivo nazionale, che avrebbe dovuto attivarsi da quest'anno, determinerà il congelamento della retribuzione attuale di tutto il personale (circa un milione e 100 mila dipendenti, di cui 880 mila di ruolo), con una perdita media stimabile intorno ai mille euro annui per dipendente rispetto a quanto avrebbero guadagnato tra un anno senza questo blocco.
  2. Il blocco degli scatti di anzianità per il prossimo triennio interesserà circa metà del personale con contratto a tempo indeterminato (330 mila docenti e 75 mila unità di personale Ata per complessive 405 mila persone, che non avranno il passaggio di posizione stipendiale (gradone), previsto ogni 6 anni. Il blocco per queste persone si tradurrà in perdite medie di circa duemila euro lordi annui (180 euro mensili), ma con picchi più elevati per taluni profili secondo la posizione stipendiale attualmente in godimento: il mancato aumento stipendiale sarà infatti molto pesante per chi aveva già l'anzianità utile per scattare al gradone successivo dal 2011 e più leggera a decrescere per chi l'anzianità utile la raggiungerà nei due anni successivi. Vediamo qualche esempio. I prof. delle superiori con 20 anni di carriera avrebbero avuto diritto, con lo scatto automatico di gradone, ad un aumento di quasi 3 mila euro annui (2.987,26 annui pari a 281 mensili); i direttori dei servizi amministrativi (DSGA) con 27 anni di carriera avrebbero avuto diritto ad uno scatto di importo annuo di 2.554,64 euro (212 mensili); o, ancora, i prof. di scuola media con 14 anni di carriera avrebbero avuto diritto ad uno scatto annuo di 2.178,54 (181 mensili). Nel caso estremo di queste figure professionali che avrebbero maturato il passaggio proprio dal 2011, il mancato aumento si confermerà per tutti e tre gli anni del triennio, raggiungendo alla fine del blocco, per qualcuno, un mancato introito complessivo di quasi 9 mila euro.
  3. Il congelamento della retribuzione e degli scatti di anzianità si ripercuoterà sulla pensione e sull'indennità di buonuscita (il Tfr dei dipendenti pubblici), con un effetto negativo variabile a seconda dell'anzianità contributiva e del profilo professionale, e toccherà negli anni tutto il personale.
E ora facciamo un po' di somme.

Anche lasciando da parte l'effetto sull'indennità di buonuscita e sulla pensione, che si sentirà solo al momento dell'uscita dal servizio, la quota aggiuntiva di stipendio che un insegnante avrebbe guadagnato nel 2011 prima di questa manovra (e che ora viene bloccata) sarebbe stata in media di 3 mila euro annui. Considerato che la retribuzione media attuale è di 24 mila euro all'anno e che con il previsto aumento di 3 mila euro avrebbe raggiunto nel 2011 i 27 mila euro, il taglio è quindi pari all'11%.

In particolare, un prof. di scuola media con 14 anni di carriera avrà una perdita del 12% rispetto allo stipendio in godimento (valore scatto mancato 2.178,54 euro annui, valore blocco del contratto di circa 1.000 euro annui, per una perdita totale di circa 3.200 euro annui su uno stipendio annuo di 23.444,75 che sarebbe arrivato a circa 26.600 euro); un prof. delle superiori con 20 anni di carriera ha una perdita che sfiora il 15%; un DSGA con 27 anni di carriera ha una perdita intorno al 12% del suo stipendio attuale.

Il taglio netto per i manager pubblici si ferma al 5%

Il taglio del 10% degli stipendi dei manager pubblici riguarda non l'intero emolumento, bensì soltanto una quota di stipendio al di sopra di un certo importo (150 mila euro). Tra i 90 e i 150 mila il taglio sarà solo del 5%, mentre per la quota di stipendio fino a 90 mila euro non ci sarà alcun taglio. La percentuale dei tagli sull'intera retribuzione, quindi, diventa di gran lunga inferiore a quel 10% di cui si è parlato.
Uno stipendio attuale di un manager pubblico dell'Amministrazione scolastica che sia pari a 250 mila euro annui si riduce a 237 mila (taglio complessivo del 5,2%); uno stipendio attuale di 200 mila si riduce a 192 mila (taglio complessivo del 4%); uno stipendio attuale di 100 mila si riduce a 99.500 (taglio complessivo dello 0,5%).

1.6.2010

Lettera di un'insegnante a Tremonti

da MicroMega


Lo scempio della scuola pubblica sotto la scure di Tremonti
di Mila Spicola

Ministro Tremonti,

dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti. Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c'è, un giorno non c'è, un giorno è un "anatema psicologico delle sinistre" e l'altro giorno "dobbiamo fare sacrifici". Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.
continua ...