domenica 6 febbraio 2011

Comunicato Incontro Nazionale Scuole

Bologna – 5 febbraio 2011

Comunicato stampa dell’Incontro Nazionale Scuole,
Bologna 30 gennaio 2011

L’Incontro Nazionale delle Scuole, riunito a Bologna il giorno 30 gennaio 2011, concorda le seguenti linee di azione ed invita le diverse componenti della scuola (docenti, genitori, studenti ed ATA) ad adoperarsi affinchè tali iniziative e strategie vengano divulgate e condivise:

1) PROGRAMMA ANNUALE 2011 (ex bilancio di previsione): vengono date informazioni in merito alla redazione del Programma Annuale 2011 che i Consigli di Circolo e di Istituto dovrebbero approvare entro il 14 febbraio 2011 (termine ultimo).
Nella nota del Ministero dell’Istruzione n. 10773 del 11 novembre 2010 viene ribadito che “con riguardo alle spese per le cosiddette supplenze brevi e saltuarie potranno essere disposte, con periodicità di norma mensile assegnazioni a favore di ogni Istituzione ad integrazione della risorsa finanziaria assegnata […]. Detta modalità operativa è resa necessaria dal fatto che non è possibile stimare, a priori, l’esatto fabbisogno per supplenze brevi di ciascuna scuola, data la variabilità della relativa spesa di mese in mese.” Gli ulteriori finanziamenti per le supplenze brevi vengono sempre erogati “al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche […], nota n. 9839 dell’8 novembre 2010. I Dirigenti Scolastici che non chiamano i supplenti non possono essere “giustificati” da motivazioni finanziarie inesistenti.
Si invitano i Dirigenti Scolastici e i Direttori dei S.G.A. a non inserire i crediti (residui attivi) vantati nei confronti del Ministero nell’aggregato Z (disponibilità finanziaria da programmare) perché sono somme dovute alle Istituzioni Scolastiche e le stesse devono essere utilizzate per una corretta programmazione delle attività e dei progetti da svolgere.
I residui attivi non possono e non devono essere inseriti nell’aggregato Z (disponibilità finanziaria da programmare) in quanto sono somme già impegnate o già liquidate con anticipi di cassa da parte delle Istituzioni Scolastiche. L’obiettivo del Ministero dell’Istruzione, con l’indicazione che “una somma pari all’ammontare dei residui attivi di competenza dello Stato venga opportunamente inserita nell’aggregato Z disponibilità finanziaria da programmare” è chiaramente quello di non onorare i crediti che sono DOVUTI alle scuole.
L’Incontro nazionale delle Scuole ritiene la recente erogazione di una parte dei residui attivi frutto delle battaglie intraprese nel corso dei due anni scolastici appena trascorsi ed invita i Consigli di Circolo e di Istituto, nel rispetto del D.I. 44/01, a non approvare il Programma Annuale 2011 nei seguenti casi:
1. Mancanza di impegno formale del Dirigente Scolastico a nominare i supplenti, anche per una sola giornata, in caso di assenza del docente titolare.
2. Mancata programmazione dei crediti vantati per attività e progetti (Residui Attivi).

2) RICORSI AL TAR: L’Incontro nazionale Scuole ritiene indispensabile garantire tutto il sostegno possibile a questi ricorsi soprattutto al fine di bloccare la terza ondata di tagli previsti per il prossimo anno scolastico.
• RICORSO SUL RIORDINO DEI CICLI: viene ribadito l’impegno a sollecitare Comuni, Province e Regioni affinchè intervengano ad adiuvandum nel ricorso che verrà discusso il 17 febbraio a Roma, attraverso la Lettera concordata nelle scorse settimane dalle associazioni e dai comitati ricorrenti.
• RICORSO SULLA RIDUZIONE ORGANICI PER IL TEMPO PIENO: viene sostenuta e incentivata l’azione ad adiuvandum della Scuola primaria Mario Longhena di Bologna (IC8) al ricorso depositato al TAR dell’Emilia Romagna da tutte le sigle sindacali, con l’obiettivo di dimostrare l’illegittimità della riduzione di 20 posti assegnati nell’organico di diritto e cancellati nell’organico di fatto e testimoniare “il danno” subito dagli alunni in ragione della riduzione delle ore di compresenza e quindi dell’offerta formativa sottoscritta all’atto dell’iscrizione.

3) L’Incontro Nazionale delle Scuole identifica come tematiche urgenti e prioritarie di riflessione e di azione delle prossime settimane:
• la difesa ed il rilancio della centralità degli ORGANI COLLEGIALI
• il netto rifiuto della VALUTAZIONE MERITOCRATICA E PREMIALE DI SCUOLE E INSEGNANTI
• il contrasto all’abbassamento dell’OBBLIGO SCOLASTICO, all’introduzione dell’APPRENDISTATO a 15 anni previsto dalla legge Sacconi (Collegato Lavoro) e allo svilimento degli Istituti Professionali Statali, cui vengono sottratti i percorsi di qualifica triennale assegnati alle competenze dei Centri di Formazione Professionale
• il pieno sostegno a tutte le azioni legali volte a denunciare l’AUMENTO DEL NUMERO DI ALUNNI PER CLASSE, con gravissime conseguenze sul piano della didattica e della sicurezza degli ambienti scolastici, al fine di ottenere in merito l’intervento della Corte Costituzionale

4) PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO I FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE PRIVATE: si decide di proseguire e rilanciare fino a fine febbraio la raccolta firme, già avviata con successo in numerose province italiane, al fine di giungere ad inizio marzo ad una conferenza stampa di chiusura dell’iniziativa che ci consenta di chiedere formalmente un incontro con il Presidente Napolitano.

5) L’Incontro Nazionale delle Scuole ritiene utile e necessario condividere un percorso che conduca alla costituzione di una CONSULTA NAZIONALE come luogo di incontro di persone e non di sigle, che si impegni in azioni di informazione e coordinamento e che si ponga come obiettivo prioritario la difesa del diritto allo studio e l’AUTORIFORMA del sistema di istruzione statale.
Al fine di perseguire gli obiettivi suindicati, l’Incontro Nazionale delle Scuole si impegna a promuovere nelle prossime settimane le seguenti azioni di informazione, lotta e mobilitazione:
• rilancio della campagna di informazione TUTTI DEVONO SAPERE attraverso la divulgazione pubblica (sugli autobus, nelle piazze, ai semafori, nei centri commerciali) di MATERIALI CONDIVISI messi a disposizione dai comitati e dai coordinamenti delle diverse città attraverso i siti e le mailing list nazionali
• organizzazione di INCONTRI TEMATICI sul territorio volti a coinvolgere le diverse componenti del mondo della scuola (genitori, docenti e studenti) in percorsi di analisi e di controproposta per il RILANCIO e non più solo la difesa della SCUOLA STATALE. Tali incontri giungeranno ad un momento di sintesi attraverso un CONVEGNO NAZIONALE SULLA VALUTAZIONE E SUL MERITO come nuclei tematici fondamentali su cui confrontarsi per ribadire la centralità del diritto allo studio e per la difesa della scuola come bene comune.

Incontro Nazionale delle Scuole

Articolo di MicroMega sull’incontro

venerdì 4 febbraio 2011

Sabato 5 febbraio: LA SCUOLA PUBBLICA A VICENZA

 5 febbraio
 i Coordinamenti Buona Scuola del Veneto
 nelle piazze per difendere
 la scuola di tutti e di tutte



 L’Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza

promuove per il giorno 5 febbraio p.v. con i Coordinamenti Buona Scuola del Veneto (Verona, Treviso, Alto vicentino-Schio, Padova e Venezia) una serie di iniziative a livello locale e regionale, per informare e sensibilizzare la cittadinanza sulla condizione della scuola pubblica statale, considerato che a partire dal 2008 la Pubblica Istruzione è stata più volte fortemente penalizzata dalle manovre governative con tagli per 8 miliardi di euro e 144.000 (centoquarantantaquattromila) lavoratori previsti dall’art. 64 della legge 133 del 2008. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La situazione delle Scuole Statali, alla fine del 2010, è a dir poco drammatica, con aule fatiscenti, classi smembrate per l’impossibilità spesso di nominare i supplenti, diritti negati agli alunni e alle alunne diversamente abili, azzeramento dei trasferimenti per il funzionamento delle attività didattiche, blocco degli scatti di carriera per i docenti, tagli al personale docente e non docente e così via.
Come se non bastasse, nel maxiemendamento alla Finanziaria per il 2011, non solo sono stati confermati i tagli già previsti per il prossimo anno alla scuola pubblica, ma sono stati stanziati ulteriori finanziamenti di 245 milioni di euro alle scuole paritarie.

Il Coordinamento regionale, riunitosi lo scorso 11 dicembre, ha conseguentemente lanciato una serie di iniziative fin dalle scorse settimane con un seminario a Verona sull’istruzione superiore, un ‘assemblea pubblica a Treviso con le forze sociali presenti sul territorio, con la nascita del Coordinamento cittadino di genitori ed insegnanti e la raccolta di firme del Comitato di Padova per una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella quale si chiede che il Garante della Costituzione intervenga affinché il Governo reintegri i fondi sottratti alla Pubblica Istruzione e restituisca quelli impropriamente concessi agli Istituti paritari. L’articolo 33 della Costituzione, al comma 3, recita: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato».L’iniziativa, partita da qualche settimana a seguito di una mozione dell’Assemblea dei genitori del Liceo delle Scienze Umane Gaetana Agnesi di Milano, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia. Ha già raggiunto, infatti, Brescia, Pavia, Parma, Piacenza e Monza ed è arrivata, per ora, a Roma, Bologna, Torino e Padova.

Il Coordinamento dei Comitati Buona Scuola del Veneto ha aderito all’iniziativa e la sta diffondendo con il sito internet (http://buonascuolaveneto.wordpress.com/).

Pertanto per il suddetto giorno nella provincia di Vicenza saranno organizzate le seguenti iniziative: a Schio a cura del Comitato “Salvalascuolapubblica” (www.salvalascuolapubblica.blogspot.com/) sarà allestito un gazebo in piazzetta Garibaldi, dove ci sarà un banchetto sulla scuola.

Sarà possibile informarsi sulla situazione, firmare la petizione citata precedentemente, informarsi sulle prossime iniziative, mentre nel pomeriggio saranno organizzati: un flash mob, un gruppo di djembé, un reading e una performance degli studenti del liceo artistico.

Nella stessa giornata a Vicenza, il Comitato dell’Assemblea Difesa Scuola Pubblica , formato da insegnanti, genitori e studenti (http://www.difesascuolapubblica.blogspot.com/), sarà presente con un gazebo dalle 15 alle 19 in Contrà Cavour per informare i cittadini sulla attuale situazione della Scuola Pubblica Statale., attraverso i volantini ed i documenti sulla scuola che saranno messi a disposizione all’interno del gazebo, in particolare il Comitato sosterrà la raccolta firme della petizione al Presidente della Repubblica, mentre un gruppo di insegnanti, genitori e studenti attueranno una rappresentazione teatrale per le vie del centro,,con la modalità del flash mob, nella quale si racconteranno le quotidianità della scuola statale attraverso cartelloni e imitazioni dei diversi attori del mondo della scuola, famiglie, studenti, insegnanti.

Invitiamo tutti i cittadini, i lavoratori della scuola, i genitori, gli studenti, i sindacati, i rappresentanti delle istituzioni e tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Scuola Pubblica Statale ad informarsi e condividere le iniziative che il Movimento con le proprie forze sta cercando di costruire per difendere uno dei beni comuni che appartiene alla società civile.

Vicenza , 4 febbraio 2011
                                                                           Assemblea Difesa Scuola Pubblica Vicenza

mercoledì 2 febbraio 2011

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA SCUOLA

da MicroMega


di Anna Maria Bruni

Se qualcuno pensava che dopo la firma della legge Gelmini la scuola statale si sarebbe arresa, si è sbagliato di grosso. L’assemblea nazionale della scuola, che nel luglio scorso a Parma ha lanciato tutte le campagne avviate questo autunno si è ritrovata ieri, nonostante una Bologna innevata, per fare un bilancio del lavoro di questi mesi e rilanciare i suoi obiettivi.

Presenti, oltre la città ospite Bologna, diverse realtà fra le quali Roma, Napoli, Milano, Padova, Piacenza, Carpi, Firenze, Viareggio, in rappresentanza di scuole o reti di esse già costituite nel territorio. Obiettivo, dipanare una giornata di discussione, confronto e proposte, che nell’arco di circa 6 ore, a parte il momento conviviale del pranzo, sono riusciti a definire senza perdere tempo.

In testa, una Consulta nazionale per rilanciare la scuola pubblica, composta prima di tutto da persone – non in quanto appartenenti a sindacati o partiti – e associazioni e coordinamenti del mondo della scuola, o vicini ad essa. La rottura con le dinamiche di Organizzazione, che dividono e frenano l’autonomia è generalizzata tanto quanto la critica alle posizioni di Pd e Cgil, inversamente alla volontà di costruire movimento e organizzazione interconnessi, orizzontali e trasversali con gli studenti. Che devono essere il centro delle lotte “come soggetti portatori del diritto”, “verso i quali – dice Barbara, genitore di Napoli – troppo poco ancora è stato fatto. Il primo passo ora – insiste – è prendere posizione sugli avvisi di garanzia recapitati loro per le azioni di protesta, così come sui 5 in condotta che stanno seguendo le occupazioni”.

Anche questo deve fare una Consulta, o forum o come si preferirà chiamarla. Se vuol essere il luogo da cui prendere posizione, dalla difesa del diritto allo studio alla microconflittualità quotidiana, che è stata finora il bastione dal quale la scuola pubblica è stata difesa. Ultima la sentenza del Tar contro le “classi pollaio” ottenuta dalle tante scuole che hanno avviato il ricorso. Ma ancora tempo pieno, compresenze, stabilizzazione e addirittura aumento degli organici, bocciatura dei bilanci, indisponibilità al pagamento del contributo volontario dalle famiglie, indisponibilità al lavoro aggiuntivo da parte dei docenti. E ultime, le bocciature delle sperimentazioni sul merito. Da Torino a Napoli le ultime, tante sono le scuole che non hanno mollato, e che per questo hanno tutelato diritti.

Ma tanti sono i fronti aperti dai tagli e dalla legge che ne è seguita. Altrettanti quindi devono essere i gruppi di lavoro tematici a cui è demandato il compito di elaborare confronto e proposta. Primi della lista collegialità e valutazione. Un tema, quello del merito, opposto alla collegialità, struttura e fondamento della scuola pubblica statale, democratica “per Costituzione” e perciò portatrice di diritti e cittadinanza, che anche il disegno di legge Aprea mina, cancellando gli organi collegiali. Che invece vanno potenziati, insieme alla didattica, che “già in alcune scuole – ricorda Roberta, docente di Parma – viene trasformata dai test invalsi, perché così impostata fin dall’inizio dell’anno”. “Far comprendere come la connessione tra valutazione e collegialità – dice Matteo, docente Itis di Viareggio – con la libertà di insegnamento garantita dall’art 33 della Costituzione sia la stessa delle lotte per la libertà nel lavoro”. Cioè quella della rappresentanza, messa in discussione dall’accordo Fiat, e contemporaneamente dalla cancellazione degli organi collegiali, il cui contraltare comune è la precarizzazione e l’individualizzazione del rapporto di lavoro, che marciano di pari passo nel pubblico e nel privato.

Un modello contro il quale questa assemblea farà muro, moltiplicando informazione e diffusione delle tante lotte in corso che “danno forza a tutte le altre”, dice Deborah, genitore di Parma. Intanto prosegue la campagna “Tutti devono sapere”, che nella fascetta adesiva elenca gli innumerevoli attacchi alla scuola pubblica, cominciando dai tagli dei posti di lavoro, e che prevederà “blitz sugli autobus e ai semafori”, annuncia un altro docente suggerendo così le modalità di diffusione dell’informazione. Accanto alle quali è ancora la petizione a Napolitano contro il finanziamento alle scuole private, che verrà consegnata a fine febbraio con iniziative in tante piazze nelle rispettive città, dopo un’ulteriore diffusione nelle Università e davanti ai posti di lavoro. E, sempre a fine febbraio, un nuovo appuntamento nazionale. “Vogliono la competitività? E noi rispondiamo con una nuova agorà”, dicono. Come dire, un altro sistema di relazioni.


(31 gennaio 2011)

il TAR del Lazio sui ricorsi

da ReteScuole

Bologna , 27/01/2011

17/02/11 il TAR Lazio decide in via definitiva sui ricorsi contro i tagli Tremonti Gelmini
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inviata da Bruno Moretto

Il ricorso 2009 è stato sottoscritto da 1500 genitori e insegnanti della scuola primaria, quello del 2010 è stato sottoscritto da 755 docenti, studenti, genitori e personale ata delle scuole superiori di tutta Italia e da alcune associazioni fra cui Per la Scuola della Repubblica.

I ricorsi chiedono l’annullamento delle circolari e dei decreti del 2009 e 2010 su iscrizioni e organici.

Il Tar Lazio ha dapprima, nell’udienza del 24 giugno 2010, sospeso i provvedimenti fino al 19 luglio, vista l’assenza delle controdeduzioni del Ministero, riconoscendo quindi in prima istanza sia l’illegittimità che il danno .

Tenendo conto del danno arrecato alla comunità da provvedimenti che hanno costretto i genitori ad una iscrizione al buio, assegnato d’ufficio i nuovi indirizzi alle scuole, escluso dalla definizione dell’offerta formativa territoriale province e regioni, e al fine di costruire un fronte comune fra Istituzioni e cittadini per la difesa della scuola della Repubblica, abbiamo chiesto agli enti locali di costituirsi a sostegno dei ricorrenti.

Hanno raccolto l’appello le province di Bologna, Cosenza, Pistoia, Vibo Valentia, i comuni di Empoli, Certaldo, Castiglionfiorentino e il Codacons, costituiti “ad adiuvandum”.

Nell’udienza del 19 luglio il TAR ha ritenuto che le norme impugnate sono illegittime perché “circolari applicative di testi normativi emanati successivamente e pertanto ancora privi di efficacia e di rilievo giuridico”. Non ha però concesso la sospensiva perché “ i ricorrenti non hanno documentato nel giudizio posizioni specifiche (nella qualità di studenti, genitori, docenti e personale ata) direttamente incise dalle circolari impugnate.

Nella stessa seduta, in seguito a ricorso patrocinato dallo Snals, il TAR Lazio ha riconosciuto l’illegittimità e il danno provocato dalle disposizioni riguardanti il taglio delle ore delle classi intermedie dei Tecnici e Professionali, sospendendo l’efficacia delle stesse fino alla pronuncia del parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, organo di rappresentanza del mondo della scuola, al quale il Ministro deve chiedere obbligatoriamente parere sui suoi atti.

Il ricorso del Ministro contro tale ordinanza al Cdi Stato è stato respinto.

Il parere del CNPI al riguardo è stato poi richiesto ed è stato completamente negativo.

A questo punto la situazione è in stallo: il ministero ha proceduto ugualmente alle operazioni di trasferimento dei soprannumerari, ma è evidente che questi sono sub judice.

Il prossimo 17 febbraio 2011 è fissata l’udienza di merito che unifica sia i ricorsi 2010 che quelli del 2009 sulla scuola primaria.

Siamo impegnati in tutta Italia ad allargare la presenza degli Enti locali a sostegno dei ricorrenti.

In tale occasione porteremo i casi specifici di danno subiti da docenti, ata, genitori e studenti al fine di ottenere la sospensione definitiva delle circolari e dei decreti e quindi il blocco dei tagli per il prossimo anno scolastico.

Bruno Moretto, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Ass. ne Per la Scuola della Repubblica

Bologna 27/01/11

Tutto il materiale relativo al ricorso, i testi delle due ordinanze, sono disponibili all’indirizzo Scuola e Costituzione Bologna

venerdì 28 gennaio 2011

Domenica 30 gennaio: Incontro Nazionale delle Scuole

da Comitato genitori e insegnanti di Padova

Domenica 30 gennaio – ore 10.00 – 18.00:
Incontro Nazionale delle Scuole




  
                                            Facciamo il punto

- come opporsi alla terza trance di tagli
- Consulta nazionale
- e una domanda: non è forse tempo di rendersi conto che resistere non è più sufficiente? individuare nuove rotte e nuove proposte capaci di rilanciare la centralità della formazione pubblica

     BOLOGNA – c/o Associazione Nuovamente
                   via Ludovico Berti 2/9

clicca qui per la mappa

Una buona occasione per ricominciare a pensare globalmente dopo tante azioni locali.

L’urgenza del momento richiede tutta la nostra attenzione e unitarietà come movimenti e gruppi impegnati in difesa della scuola pubblica in diverse città italiane.

Per proseguire insieme nel dialogo che ci ha visti protagonisti nell’Incontro Nazionale del 4 luglio 2010 a Parma, dove si sono proposte campagne che hanno acceso le mobilitazioni dell’autunno appena trascorso, sentiamo ora il bisogno di fare un bilancio di questi mesi e programmare strategie comuni per fermare lo sfascio dell’istruzione pubblica.


Padova, 28 gennaio 2011

da Comitato genitori e insegnanti di Padova



UN GRAZIE DI CUORE A CHI HA SFILATO CON NOI OGGI A PADOVA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM

Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova






Foto di Cristina Fattori


martedì 25 gennaio 2011

Per partecipare alla manifestazione regionale a Padova

dal sito della Cgil Vicenza



 Volantino FIOM VI per sciopero 28-01-11.doc - 32,77 kb

pullmans da tutta la provincia per partecipare alla manifestazione di Padova,ecco i principali punti di partenza:

- ARZIGNANO ( VILLAGGIO GIARDINO ) ORE 7.15; POI ALTE ( BOOWLING ) ORE 7.30
- LONIGO ( PIAZZA GARIBALDI ) ORE 7.10; POI ALTE ( BOOWLING ) ORE 7.30
- RECOARO- 6.45; poi ALTE ( BOOWLING) ORE 7.30
- BASSANO ( VIALE DE GASPERI ) ORE 7.30
- THIENE ( LOCALITA’ BOSCO ) ORE 7.30
- SCHIO ( DA BEPPINO ) ORE 7.30
- VICENZA ( PIAZZALE VALBRUNA ) ORE 7.45

I nominativi dei partecipanti ed i luoghi di partenza vanno comunicati entro mercoledì 26 gennaio ai funzionari/e FIOM delle varie zone oppure al centralino della CGIL di Vicenza ( signora Rossella ).

Il concentramento è previsto a Padova alle ore 9.00 in Piazza Stazione ed il corteo terminerà in Piazza dei Signori, dove si terranno i comizi conclusivi.

FIOM CGIL
Via Vaccari, 128
36100 Vicenza
TEL. 0444 569711 – 564844
FAX 0444567682
e-mail fiom@cgilvicenza.it




Sciopero del 28 gennaio: retescuoleverona

ALLA FIOM CGIL NAZIONALE

ALLA FIOM CGIL VERONA

Il coordinamento di genitori e insegnanti di Retescuoleverona esprime solidarietà e sostegno alle motivazioni che hanno portato i lavoratori metalmeccanici alla proclamazione dello sciopero generale del 28 gennaio, perché anche noi siamo convinti che la difesa dei diritti riguardi la vita di tutti i cittadini.

Oggi vengono pesantemente attaccati i diritti sociali fondamentali garantiti dalla Costituzione:

  • Il diritto all’istruzione
  • Il diritto di sciopero
  • La democrazia e la libertà sindacale
  • La contrattazione collettiva
  • Il diritto alla salute

Compito fondamentale della scuola è educare i futuri cittadini alla consapevolezza e alla pratica dei diritti e dei doveri, cosa che oggi sta diventando sempre più difficile.

E’ evidente che ciò che sta accadendo alla Fiat è in parte già accaduto nella scuola.

Ci sentiamo quindi vicini ai lavoratori metalmeccanici e uniti a loro nella lotta.

Verona, 24 gennaio 2011

                                                                                                        retescuoleverona

Sciopero del 28 gennaio: Comitato di Padova

da Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica di Padova e provincia

Il Comitato aderisce alla giornata di sciopero del 28 gennaio

Il Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola Pubblica di Padova aderisce alla giornata di sciopero generale indetta dalla FIOM e dai Cobas della Scuola.

Nonostante sia stata bocciata dalle mobilitazioni del mondo della scuola e da numerose sentenze (Consiglio di Stato e Tar) e delibere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione la riforma Gelmini prosegue il suo corso ed al momento incombe sulla scuola la terza ondata di tagli con la soppressione di ulteriori 35.000 posti di lavoro. Non solo quindi per solidarietà con i lavoratori metalmeccanici, ma “insieme” a loro manifesteremo la nostra opposizione portando le ragioni del mondo della scuola in piazza.

Diamo appuntamento a chiunque voglia manifestare con noi dietro allo striscione del Comiatato alle

         ore 9.00 del 28 Gennaio in Piazzale della Stazione a Padova

Scatti di anzianità: giallo?

 da la Repubblica.it del 24 gennaio 2011

L'inghippo sugli stipendi dei prof
solo una parte prenderà gli aumenti

di Salvo Intravaia

Ministero e parte dei sindacati avevano assicurato che gli scatti, bloccati dalla manovra, erano stati reintegrati. Ma ora, guardando le buste paga, per circa 400mila, questo avverrà con tre anni di ritardo. E parte l'allarme

Sorpresa amara in busta-paga per 300 mila docenti e 70 mila non docenti della scuola. Nel prospetto dello stipendio di gennaio, nonostante le rassicurazioni di parecchi sindacati e dello stesso governo, migliaia di insegnanti, bidelli e personale di segreteria scoprono che per ottenere il prossimo scatto di stipendio dovranno attendere otto anni, non più sei come stabilito dal contratto. Una enormità se si considera che il contratto della scuola è scaduto a fine 2009 e che nel frattempo il costo della vita crescerà almeno di 15 punti.

La notizia circola da diversi giorni in alcuni siti specializzati. Al momento, i più cauti battezzano la questione come semplice "giallo sugli scatti". Ma basta confrontare i prospetti di dicembre e gennaio inviati dal ministero dell'Economia agli interessati per comprendere la portata del blocco degli scatti, che alcuni sindacati giurano di avere disinnescato. Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro, ritornando al mese di giugno del 2010, quando il governo sotto i colpi della crisi economica mondiale e della speculazione internazionale vara una megamanovra finanziaria da 25 miliardi.

In un primo momento, gli stipendi degli insegnanti vengono colpiti in tre modi: congelamento del rinnovo del contratto, già scaduto il 31 dicembre del 2009; blocco per un triennio degli scatti stipendiali automatici previsti dal contratto vigente e dirottamento della quota di risparmi destinata al merito per coprire debiti del governo nei confronti delle scuole. Di fronte ad una simile batosta, opposizioni e sindacati alzano la voce e dopo diverse manifestazioni di piazza e una complessa trattativa con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Cisl e Uil scuola e Snals strappano un impegno: il blocco degli scatti automatici viene scongiurato e saranno coperti con la quota di risparmi destinata al merito. Le scuole che vantano crediti nei confronti del ministero faranno come hanno fatto finora: si arrangeranno.

Ma, come sarebbe stato più logico fare, al momento di convertire in legge il decreto sulla manovra il Parlamento non cancella il famigerato comma 23 dell'articolo 9, che blocca gli scatti per il 2010, 2011 e 2012. Preferisce invece aggiungere a tre diversi articoli altri tre commi che solo letti insieme e con notevole sforzo interpretativo riconsegnano gli scatti a coloro che avrebbero dovuto percepirli nel 2010, 2011 e 2012. E, a riprova che "il pericolo è superato", pochi giorni fa arriva il decreto di Tremonti che assegna i fondi per il 2010. Lasciando intendere che una soluzione analoga sarebbe stata adottata anche per il 2011 e per l'anno successivo.

Ma la verità sembra un'altra: coloro che hanno ricevuto lo scatto di stipendio nel 2010, nel 2009 e nel 2008 restano fregati. Roberta è una insegnante di scuola dell'infanzia che ha ricevuto l'aumento di stipendio a settembre dello scorso anno e fino alla busta-paga del mese di dicembre il suo cedolino indicava il successivo scatto, pari a 2 mila euro l'anno circa, per il 2016. Ma nel prospetto del mese di gennaio, a sorpresa, scopre di "scattare" nel 2018: due anni dopo. Dovrà in sostanza attendere ben otto anni prima di ricevere un aumento di stipendio pari a 100 euro al mese netti.

Il conteggio effettuato da Osvaldo Roman, uno che se ne intende di questioni scolastiche, spiega che tutti i docenti con nove anni di anzianità di servizio perderanno 25 mila euro fino a fine carriera. Saranno un po' più fortunati coloro che devono rimanere in cattedra per meno tempo: da 18 mila euro a 4 mila per coloro che hanno 35 anni di servizio. Del resto, non è un segreto che con questa manovra sugli stipendi di docenti e Ata il governo intendeva racimolare un bel gruzzolo: 18 miliardi di euro con effetti fino al 2050, come si legge nella relazione tecnica allegata alla manovra.